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LA CITTA’ DEL SONNO
un movimento
non si compra
non si vende
estate 2006
e deviazioni future
mappa di pensieri e opere
non si sa più come usare o sostituire parole come:
arte
artisti
comunicazione tra le arti
rapporto con il pubblico
rapporto con le istituzioni
omologazione
laboratorio di esperimenti tra artisti
installazioni
eventi
tempo libero
necessità
lavoro
ricerca
progetto
qualità della vita quotidiana
livello culturale
educazione
formazione
paesaggio degradato
espressione
eppure non riusciamo a farne a meno per capirci, pur sapendo
che quello a cui alludiamo non è quello che sperimentiamo, ma
un sogno futuro.
Quando ci siamo resi conto di essere più d’uno,
seppur sparsi, eppur legati da rapporti nati dal fare, ci siamo divertiti
a disegnare una mappa di luoghi di sonno, tempo quieto e operoso di rivoluzione
in attesa di imparare le parole nuove: il sonno – e il sogno - possono
intorpidire, possono rigenerare, possono risvegliare e illuminare questioni
che la ragionevolezza non osa più affrontare.
Questo neonato movimento
cerca altre modalità di relazione, basate
sulla frequentazione, sull’affine percezione dell’operare
artistico, sulla voglia di mettere in comune il lavoro, avendo già superato – seppur
in questo momento di crisi – la paura di perdersi o di perdere
qualcosa.
Rende visibile una mappa territoriale in continua trasformazione creata
dai rapporti tra le persone e tra il loro lavoro, una semplice lettura
dell’esistente che ne accresca la forza segnalando la nascita di
una comunità solidale sempre aperta e in cerca di un’etica
del fare.
Rivaluta – per un’estate, ora, anche se il pensiero si allunga
più veloce nel tempo - quello che già abbiamo: la possibilità di
creare, qui e ora, indipendenti da qualsiasi potere, in nome del piacere.
Perchè la città del
sonno?
Il sonno e il dormiveglia, spesso bollati come perdita
di tempo, in altre culture e in altri tempi hanno rappresentato momenti
di grande
rigenerazione. Quasi per paradosso, rispetto ai valori della nostra quotidianità,
mettiamo al centro del lavoro suggestioni, gesti, stati e testi ispirati
alla perdita di coscienza per creare visioni che, pur affondando nella
realtà, nella memoria e nei luoghi abituali, abbiano il potere
di trasformarli.
Il sonno è un segno: è ciò che ci permette di sognare
e rinascere ogni giorno, ma che può trasformarsi in potente anestetico, è ciò che
ci separa in miliardi di solitudini ma che ci rende tutti uguali ed indifesi,
un abbandono, un memento mori, ma anche una via per viaggiare avanti
e indietro nel tempo, dialogare con gli assenti e ricordare le aperture
e la sapienza dell’infanzia, quando l’atto della creazione
può essere naturale come il respiro o l’invenzione di parole
nuove.
Può essere anche l’estremo strumento di protezione e resistenza,
per prepararsi al mutamento.
le immagini
Immaginiamo allestimenti ed accadimenti diversi nei luoghi di appartenenza
delle compagnie e di singoli, supportati di volta in volta, per come
sarà facile e possibile, dagli aiuti di tutti gli altri. Immaginiamo
un clima che aiuti la creazione e il godimento dell’arte – ma
si può parlare d’arte? e come? – ascoltando lo spirito
dei luoghi e le ispirazioni delle persone. Immaginiamo di disegnare
una mappa di carta e una mappa fisica, segnata dalle installazioni
luminose di Claudio Ballestracci.
2006 annozero: ma dove li trovano i
soldi?
Dove trovare i soldi in poco tempo, come organizzare una macchina complessa
senza mortificarla per mancanza di risorse? come si fa a mettere nel
congelatore una spinta autentica e sincera?
Come si fa a valorizzarla con poco o niente, senza approfittare ancora
una volta della generosità degli individui?
A questo, facendo, pensando, giocando, cerchiamo risposte attraverso
l’agire.
Elena Bucci
VISIONI DALLA CITTA’ DEL
SONNO
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